Sono incinta. Cosa faccio?
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Category — Controlli Gravidanza

Come calcolare la data prevista di parto

Sapevate che solo una donna incinta su 20 partorisce nella data calcolata? La maggior parte delle donne danno a luce da tre settimane prima a tre settimane dopo questa data. Nonostante ciò calcolare la data prevista di parto il più precisamente possibile è importante per assicurarsi che le prove necessarie si facciano nel momento giusto. Inoltre, sapere da quanto siete incinta aiuta il medico a verificare che il bebè stia crescendo regolarmente.

Il tempo medio di una gravidanza è di 280 giorni (40 settimane) contati a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Per calcolare la data prevista di parto, se il vostro ciclo è di 28 giorni, sottraete 3 mesi e sommate sette giorni alla data della vostra ultima mestruazione. Per esempio se la data della vostra ultima mestruazione è il 14 di ottobre, la data prevista di parto è il 21 luglio (14 ottobre meno tre mesi è il 14 luglio, più sette giorni 21 luglio).

Se il vostro ciclo non è di 28 giorni su può calcolare la data prevista di parto sapendo la data di concepimento, Si ottiene semplicemente sommando 280 giorni al questa data. Se non siete sicure delle date, un’ecosonografia nei primi tre mesi di gravidanza può aiutarvi nel calcolo.

La maggior parte delle persone che hanno a che fare con una gravidanza pensa che questa duri nove mesi. In realtà sono più di 9 mesi ( 9 mesi x 4 settimane = 36 settimane). La durata della gravidanza è più vicina ai 10 mesi lunari (un mese lunare ha 28 giorni) che ai 9. È per questo che i medici parlano di settimane.

Nel calcolo della data prevista di parto, dato che si inizia a contare dalla data dell’ultima mestruazione, in realtà si sta contando da un paio di settimane prima del concepimento. È per questo che quando il medico dice che è alla settimana 18 di gravidanza, in realtà il feto ha solo 16 settimane.

Per calcolare la data di parto si può usare anche la cosiddetta ruota della gravidanza o gestogramma in termini medici. È uno strumento realizzato in genere in cartone che attraverso un sistema di ruote aiuta il calcolo. Si usa posizionando la freccia presente in una ruota in corrispondenza della data dell’ultima mestruazione impressa sulla ruota stessa e cercando poi la data odierna. Sotto la data odierna, grazie al sistema di due ruote sovrapposte, si può sapere quanto tempo è trascorso dall’inizio della gravidanza. Se sapete solo la data di concepimento si può calcolare lo stesso sottraendo due settimane.

September 26, 2011   No Comments

La gravidanza extrauterina

La gravidanza extrauterina (o gravidanza ectopica) è l’impiantazione di un ovulo fecondato fuori dalla sua sede naturale, che è l’utero. Generalmente l’impiantazione avviene nella tuba (gravidanza tubarica), raramente nel collo uterino, nelle ovaie o nell’addome. Nel 60% dei casi avviene nella tuba destra, il restante 40% nella sinistra. È difficile da diagnosticare e porta all’aborto. È causata da infiammazioni che impediscono all’ovulo fecondato di posizionarsi nell’utero e interessa le donne che hanno avuto un parto più spesso di quelle che sono alla prima gestazione.

I sintomi della gravidanza erxtrauterina appaiono inttorno alla 7ª od 8ª settimana e sono forti dolori addominali e perdite di sangue. Entro il 2º mese la gravidanza si interrompe per l’impossibilità del feto di crescere. È molto importante in questo caso che all’apparizione dei primi sintomi (a volte accompagnati da tachicardia e svenimenti) vi rechiate urgentemente in ospedale perché la tuba potrebbe scoppiare e provocare un emorragia che potrebbe portare anche alla morte. Nel caso si diagnostichi in tempo la maggior parte delle volte si deve intervenire chirurgicamente asportando l’embrione e a volte anche la tuba, in alcuni rari casi invece si riassorbe il tutto.

La gravidanza extruterina va prevenuta con una terapia dell’infiammazione alla tuba e tenuta sotto controllo con la diagnosi precoce. Sono a rischio le donne con problemi di fertilità, con interventi alle tube anteriori alla gravidanza o che hanno sofferto di gonorrea o tubercolosi.

È una delle complicazioni più gravi di una donna incinta, per cui al minimo sintomo rivolgetevi ad un medico o ginecologo. Questo sito, sebbene cerchi di fornire informazioni più complete e verificate possibili non sostituisce in nessun caso il parere di personale medico specializzato.

October 21, 2010   No Comments

Le malattie infettive in gravidanza

Le malattie in gravidanza sono un aspetto molto delicato sia per la mamma che per il bambino.

Mentre è incinta una donna ha il sistema immunologico meno efficiente di quando non lo è (si dice che è in uno stato di immunosoppressione) e ciò la rende molto sensibile alle infezioni che la attaccano in modo molto più aggressivo. Il bambino inoltre, ovviamente, ha un sistema immunologico molto immaturo e non pronto a far fronte a eventuali infezioni.

Non deve quindi sorprendere il fatto che le malattie infettive sono una delle cause principali di aborto e mortalità fetale, soprattutto le infezioni del collo dell’utero o dell’apparato genitale, cause anche di parto prematuro.

I casi più comuni sono due: malattie infettive che causano malformazioni nel feto se contratte mentre la madre è incinta e malattie infettive che passano dalla madre al bambino, come nel caso dell’epatite B o C o l’infezione da HIV (AIDS). Le malattie infettive nella madre possono passare inosservate, essere asintomatiche e non nocive (la mamma non saprebbe di averle contratte se non fosse incinta), ma possono avere effetti molto nocivi sul feto. La toxoplasmosi, malattia che si contrae stando a contatto con i gatti o le loro feci o mangiando carne cruda, è un tipico esempio di malattia asintomatica che se presa senza essere incinta non ha síntomi ne è nociva (eccovi cosa non si può mangiare in gravidanza).

Tra le infezioni più comuni oltre alla già citata toxoplasmosi si trovano il citomegalovirus, la rosolia e la varicella.

Il citomegalovirus è riscontrato nell’80% degli adulti e si calcola che colpisca il 5% delle donne incinte. C’è un 40% di probabilità che venga trasmesso al feto e intorno all’1% che causi malformazioni al cuore, l’udito, la vista o ritardo mentale. Si può individuare tramite amniocentesi anche se i casi di sordità o cecità non sono visibili.

La varicella è un virus comunissimo, il 95% la ha contratta e ne è pertanto immune. Il 3 per mille delle donne comunque lo contrae in gravidanza e l’1% lo passa al feto. Nel primo e terzo trimestre non comporta molti rischi, mentre nel secondo può risultare in problemi alla vista, al cuore o causare microcefalia. In vicinanza al parto può passare al bambino con effetti, come l’eruzione cutanea, molto forti.

La rosolia è una malattia quasi del tutto debellata grazie al vaccino. Essendo il vaccino un virus debilitato iniettato nell’organismo per far sviluppare gli anticorpi è bene evitare di avere rapporti per rimanere incinta nei sei mesi seguenti alla vaccinazione. La rosolia può causare aborto, cecità, sordità, malformazioni cardiache o microcefalia, ritardo mentale o di crescita. Viene trasmesso al bambino nell’80% dei casi se contratta nel primo trimestre e nel 20% se contratta nei sei mesi restanti.

Ripetiamo che le malattie infettive in gravidanza sono un aspetto delicato e importante; invitiamo quindi tutte le lettrici e i lettori a consultare un medico o ginecologo per qualsiasi evenienza. Sebbene cerchiamo di dare sempre la migliore informazione contrastata, questo sito non sostituisce i consigli di personale medico specializzato.

October 20, 2010   No Comments

Ecografia 3d e 4d: mamma, ti presento il tuo bebè

Ecografia 3D

L’ecografia tridimensionale è una tecnica relativamente nuova (è possibile effettuarla da qualche anno a questa parte) che permette di “vedere” il bambino in maniera molto più definita che nella normale ecografia morfologica in bianco e nero.

Si divide in due tipi, ecografia 3d ed ecografia 4d. L’ecografia 3d è una rappresentazione delle fattezze su tre piani e non solo due come nella “normale” ecografia morfologica. Assomiglia molto di più a una foto, anche se l’immagine è composta dall’ecografo che la costruisce artificialmente a partire dalle informazioni che riceve dalla sonda.

L’ecografia 4d invece è un video in tempo reale del bambino dentro l’utero. Si può vedere come si muove, ciuccia il dito, sbadiglia, sorride. Spesso è un’emozione unica per i futuri genitori poter vedere “in anteprima” il loro bambino. Questa rappresentazione è molto più fedele e si riescono a vedere persino le eventuali somiglianze con i genitori.

L’ecografia tridimensionale ha anche uno scopo diagnostico. Grazie alla definizione migliore s riesce a vedere meglio sia eventuali malformazioni del feto (anche se le misurazioni si fanno sempre su una ecografia 2d, magari in alta definizione) che quelle dell’utero materno. In genere, è richiesta dal ginecologo se dall’ecografia bidimensionale intravede possibili problemi che si possano vedere meglio in 3d. In effetti la struttura pubblica la esegue solo con questo fine, e mai a fini di curiosità o per lasciare un ricordo ai genitori di quando la mamma era incinta.

Nulla vieta comunque che facciate un’ecografia 3d privatamente con il solo scopo di volere vedere il bambino e sapere prima come sarà. Un’ecografia 3d o 4d costa intorno ai 200€, in genere vi verrà fornito un DVD con il filmato (delle durata di 5-10 minuti)  e delle foto. Questo tipo di ecografia si fa nelle settimane di gravidanza dalla 24ª alla 28ª, ossia quando il feto è già abbastanza formato. È necessario che ci sia abbondanza di liquido amniotico per una corretta visualizzazione.

L’ecografia ovviamente è assolutamente sicura per mamma e bambino e generalmente può presentare due problemi, anche se di natura prettamente psicologica: il primo è che i genitori, avendo idealizzato il proprio bambino rimangano un poco interdetti alla visione del feto, oltretutto trovandosi di fronte ad un immagine ricostruita dell’ecografia 3d. Il secondo è che se il bambino non “collabora” mettendosi le mani davanti la faccia, girandosi di spalle o nascondendosi con i piedi non ci sarà nulla da fare per vederlo, con grande delusione dei futuri mamma e papà.

October 11, 2010   1 Comment